ACCESSIBILITÀ ONLINE

Siti web accessibili

In una società sempre più digitale, l’accessibilità e l’usabilità sono componenti fondamentali dei sistemi informatici sia sotto l’aspetto economico (maggiori e migliori possibilità di interazione garantiscono più opportunità di business) ma soprattutto quello sociale (per evitare esclusioni e discriminazioni).  Dovrebbero essere considerati come elementi di qualità di un sito web e non soltanto un obbligo imposto  da una norma.

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L’ accessibilità

Se un sito è accessibile, sarà veramente visitato da chiunque lo voglia.

Rendere un sito web accessibile è indispensabile per permettere a chiunque di poter fruire del vostro lavoro, indipendentemente da:

  • browser
  • connettività
  • abilità psico/fisiche dell’utente
  • periferiche di Input o Output
  • hardware e software utilizzati
ragazzo in carrozina davanti computer vede sito accessibile
Accessibility Button on Computer Keyboard

Linee guida accessibilità online (WCAG)

Le linee guida WCAG 2.1  per una corretta realizzazione di un sito web in un’ottica di accessibilità, sono reperibili sul sito del consorzio degli standard web W3C. All’interno delle Web Content Accessibility Guidelines, vengono forniti i suggerimenti per rendere le pagine web accessibili. Le informazioni vengono fornite utilizzando la struttura:

  1. PRINCIPI
  2. LINEE GUIDA
  3. CRITERI DI SUCCESSO

1 I PRINCIPI

I principi sono i pilastri dell’accessibilità di un sito web. Un sito, per essere accessibile, deve essere:

 

  • PERCEPIBILE
  • COMPRENSIBILE
  • UTILIZZABILE
  • ROBUSTO

2 LINEE GUIDA

I principi, sono suddivisi in 13 linee guida, che forniscono gli obiettivi base su cui agire per rendere il sito accessibile ad utenti con diversi tipi di disabilità, partendo dalle leggi quadro che nel corso degli anni sono state redatte in proposito.

siti accessibili criteri WCAG A AA AAA

 

3 CRITERI DI SUCCESSO

Ogni linea guida ha uno o più criteri di successo, verificabili uno per uno: il sito li soddisfa oppure no. A seconda dei criteri soddisfatti si raggiunge il livello di conformità:

  1. A ( livello di accessibilità: MINIMO)
  2. AA (livello di accessibilità: MEDIO)
  3. AAA (livello di accessibilità: ALTO)

criteri accessibilità wcag

 

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Responsive

Siti web responsive ed accessibili su tutti i dispositivi 

icona marketing

Customizzabile

Siti web customizzabili in base alle proprie esigenze

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Ricerca facile

Ricerca facile di tutti  contenuti dei nostri siti web accessibili 

marketing

Codice accessibile

Siti web con codice accessibile facilmente interpretabile

aziendale marketing

Manutenzione

Manteniamo efficiente e operativi i nostri siti web accessibili 

foto aziendale marketing

Mobile

Mobile accessibili con web app pensate per l’accessibilità online

Web Content Accessibility Guidelines (WCAG)

Le linee guida WCAG 2.1  per una corretta realizzazione di un sito web in un’ottica di accessibilità, sono reperibili sul sito del consorzio degli standard web W3C. All’interno delle Web Content Accessibility Guidelines, vengono forniti i suggerimenti per rendere le pagine web accessibili.


Accessibilità Web SITI WEB MOBILE RESPONSIVE

ARTICOLI ACCESSIBILITA’

Accessibilità dei siti web: cosa dice la normativa nel 2025

Dal 28 giugno 2025 si applicano in Italia le regole dell’European Accessibility Act. Nella mia esperienza molte aziende scoprono di avere un obbligo di accessibilità solo quando arriva la prima segnalazione: meglio muoversi prima. Ecco il quadro delle regole che contano davvero, senza tecnicismi inutili.

European Accessibility Act e direttiva UE

L’European Accessibility Act (direttiva UE 2019/882, recepita in Italia dal decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82) si applica dal 28 giugno 2025 ed estende l’obbligo di accessibilità digitale a gran parte delle imprese private che vendono online: e-commerce, servizi bancari, trasporto passeggeri, e-book. Non riguarda più solo gli enti pubblici. La vigilanza sul rispetto dei requisiti spetta ad AgID. Se il tuo sito web vende un servizio a un consumatore, con ogni probabilità rientri anche tu.

La legge Stanca e gli enti pubblici

Per la pubblica amministrazione il riferimento resta la legge 9 gennaio 2004, n. 4, detta legge Stanca, aggiornata negli anni e allineata alle linee guida AgID. Gli enti pubblici e i loro fornitori devono pubblicare la dichiarazione di accessibilità e rispettare i requisiti di accessibilità entro le scadenze fissate. AgID vigila e riceve le segnalazioni dei cittadini.

Le linee guida WCAG 2.1 come metro di misura

Sia l’European Accessibility Act sia la legge Stanca usano lo stesso metro tecnico: le Web Content Accessibility Guidelines del W3C, oggi nella versione WCAG 2.1, livello di conformità AA. Sono i criteri di successo che rendono un sito web accessibile davvero, non solo sulla carta: contrasto dei colori, navigazione da tastiera, testi alternativi, struttura dei titoli, moduli comprensibili.

La dichiarazione di accessibilità

La dichiarazione di accessibilità è il documento con cui dichiari a che punto è il tuo sito rispetto ai requisiti, quali barriere restano e come segnalarle. Per gli enti pubblici è obbligatoria e va generata sul modello AgID; per le imprese soggette all’Accessibility Act sta diventando lo standard di riferimento per dimostrare la conformità.

WCAG 2.1 o WCAG 2.2: quale usare oggi

Per i contenuti web la norma tecnica europea EN 301 549 richiama le WCAG 2.1 al livello AA. È il riferimento pratico per dimostrare che un sito è a norma. Le WCAG 2.2 sono già pubblicate dal W3C, aggiungono 9 criteri di successo rispetto alla 2.1 e sono retrocompatibili: un sito conforme alla 2.2 lo è anche alla 2.1. Costruire oggi già secondo la 2.2 non è uno spreco.

Come si verifica un sito: il metodo WCAG-EM

Un sito non si giudica a colpo d’occhio e nemmeno con un solo strumento automatico. Il W3C descrive un metodo in cinque passi, chiamato WCAG-EM: si definisce l’ambito della verifica, si esplora il sito, si sceglie un campione rappresentativo di pagine, si valutano i criteri di successo sul campione e si scrive il rapporto. Gli strumenti automatici trovano solo una parte dei problemi. Il resto lo vede una persona che naviga da tastiera, con uno screen reader, con lo zoom al 200%.

I quattro principi, in pratica

  • Percepibile: i contenuti si vedono o si sentono anche senza la vista, con testi alternativi per le immagini e contrasto sufficiente.
  • Utilizzabile: tutto si comanda anche da tastiera, senza limiti di tempo impossibili.
  • Comprensibile: testi chiari, moduli con etichette, errori spiegati.
  • Robusto: il codice funziona con browser e tecnologie assistive diversi.

Noi partiamo sempre da una verifica del sito esistente, pagina per pagina, e ti consegniamo un elenco di ciò che non passa, con la priorità di intervento. Se vuoi un primo quadro, chiedi la valutazione gratuita.

Cosa facciamo noi

Verifichiamo il tuo sito contro i criteri WCAG 2.1, ti diciamo con chiarezza dove sei fuori norma e cosa serve per rientrare, e mettiamo mano al codice: struttura accessibile, contrasti a norma, navigazione inclusiva per le persone con disabilità. Poi ti aiutiamo a preparare la dichiarazione di accessibilità. Un sito accessibile non è solo un obbligo di legge: è un sito che più persone riescono a usare, e sono più clienti. Per la guida aggiornata con normativa, errori più comuni e strumenti di verifica gratuiti, vedi accessibilità siti web: cosa serve sapere.

Domande frequenti sull’accessibilità dei siti web

Un sito web è “a norma” quando rispetta i requisiti WCAG?

Sì: un sito si considera a norma quando soddisfa i criteri di successo delle WCAG 2.1 al livello AA, lo stesso metro tecnico richiesto sia dalla legge Stanca per la pubblica amministrazione sia dall’European Accessibility Act per le imprese private che vendono online. “A norma” non è un giudizio soggettivo: si verifica criterio per criterio (contrasto colori, navigazione da tastiera, alt text, struttura dei titoli, moduli comprensibili) e si documenta nella dichiarazione di accessibilità.

Cosa dice la normativa sull’accessibilità dei siti web in Italia?

Convivono due riferimenti. La legge Stanca, aggiornata e allineata alle linee guida AgID, riguarda enti pubblici e loro fornitori. Da giugno 2025 si aggiunge l’European Accessibility Act (direttiva UE 2019/882), che dal 28 giugno 2025 estende l’obbligo a gran parte delle imprese private che vendono online: e-commerce, servizi bancari, trasporto passeggeri, e-book. Entrambe usano come metro tecnico le WCAG 2.1 livello AA.

Come si verifica se un sito è accessibile?

Con una verifica strutturata, come il metodo WCAG-EM del W3C: ambito, esplorazione del sito, campione di pagine, valutazione dei criteri di successo, rapporto. Il risultato si traduce in un livello di conformità (A, AA o AAA) e, per chi ha l’obbligo di legge, nella dichiarazione di accessibilità pubblicata secondo il modello AgID.

Serve la dichiarazione di accessibilità anche a un’azienda privata?

Sta diventando lo standard di riferimento anche per le imprese soggette all’Accessibility Act, non solo per gli enti pubblici (per cui è obbligatoria da tempo). Documenta a che punto è il sito rispetto ai requisiti, quali barriere restano e come segnalarle: è il modo più chiaro per dimostrare la conformità a un cliente, un fornitore o un controllo.

Quali sono i quattro principi dell’accessibilità web?

Percepibile, utilizzabile, comprensibile e robusto. Sono i quattro principi su cui si basano le WCAG: ogni criterio di successo appartiene a uno di essi.

Quali obblighi valgono dal 28 giugno 2025?

Dal 28 giugno 2025 si applicano le regole del decreto legislativo 82/2022, che recepisce l’European Accessibility Act: i prodotti e i servizi coperti, e-commerce compreso, devono essere accessibili alle persone con disabilità. Per la parte tecnica il riferimento è la norma EN 301 549, che richiama le WCAG 2.1 livello AA. Se non sei sicuro che il tuo sito rientri, chiedi una valutazione prima di intervenire.

Cosa cambia con le WCAG 2.2?

Le WCAG 2.2 aggiungono 9 criteri di successo alla versione 2.1, tra cui la dimensione minima dei bersagli da toccare, l’aiuto coerente tra le pagine e l’autenticazione accessibile. Sono retrocompatibili: chi rispetta la 2.2 rispetta anche la 2.1.

L’e-commerce deve essere accessibile?

Sì. La Commissione europea indica l’e-commerce tra i servizi coperti dall’European Accessibility Act. Vale per il sito di vendita online e per il percorso d’acquisto, dalla scheda prodotto al pagamento.

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