Nello storytelling aziendale spesso si utilizza il modello del viaggio dell’eroe basato sul libro “L EROE DAI MILLE VOLTI” di Joseph Campbell, uno dei libri più famosi della narrazione che ieri come oggi influenza la forma e la struttura di tutte le storie.

La grande genialità di Joseph Campbell è stata quella di creare una matrice per mettere nero su bianco le regole non scritte della narrazione e questo ha stimolato tanti autori ad utilizzare le idee e persino il linguaggio di Campbell.

Purtroppo questo utilizzo inconsapevole è la struttura del viaggio dell’eroe spesso ha creato dei cliché e stereotipi banali. Un uso goffo e maldestro di questo modello può rendere noiosi e prevedibili i racconti facendo perdere la capacità innata dell’uomo di creare intuizioni fresche e combinazioni sorprendenti per ottenere forme divertenti disegni originali di storytelling.

Il viaggio dell’eroe di Campbell è stato in grado di creare un linguaggio standardizzato che per rendere possibile comunicare attraverso il  racconto di storie personali anche in contesto aziendale. Attraverso il viaggio dell’eroe è possibile esplorare e tracciare i confini incerti di un territorio compreso tra narrazione contemporanea e mitologia. La matrice dello schema dell’eroe ci permetterà di determinare degli elementi strutturali comuni presenti in modo universale nei miti, nelle fiabe, nei sogni, nei film e nei racconti terapeutici.

Attraverso il viaggio dell’eroe bisogna giocare con il lettore facendolo entrare nel labirinto del racconto con dei modelli talvolta ricorrenti ma che in modo imprevisto e creativo creano varianti che pongono nella mente del lettore continue domande sul come:

  • sarà il proseguo della storia,
  • sul dove andrà a finire la storia,
  • su che cosa succederà al personaggio principale ovvero il nostro eroe.

I buoni racconti lasciano la sensazione di aver fatto un’esperienza soddisfacente e completa, si può piangere, ridere o entrambe le cose.

Un buon racconto fa in modo che il lettore  percepisca di aver imparato qualcosa sulla vita o su se stesso, in quanto  la matrice del viaggio dell’eroe permette di acquisire una nuova consapevolezza non soltanto su un racconto generico ma su come si svolge la vita di noi stessi.

Possiamo affermare che il viaggio dell’eroe  è molto più di una semplice descrizione delle strutture nascoste della mitologia.  La matrice dell’eore può rappresentare una guida utile per la vita e per aiutare il prossimo. viaggio dell eroe

Campbell ha cercato di descrivere nel suo libro quanto spesso gli eroi incontrano forze sconosciute talvolta stranamente intime da cui devono guardarsi.

I guardiani della soglia sembrano spuntare sulle varie soglie del viaggio, passaggi stretti e pericolosi tra una fase e l’altra della vita. Campbell ha illustrato i numerosi modi in cui gli eroi possono affrontarli :  invece di attaccare direttamente queste figure in apparenza ostili, i viaggiatori imparano a superarle con astuzia o unire le proprie forze alle loro, assorbendo le loro energie anziché essere distrutti.

Sulla scia delle informazioni acquisite grazie alla matrice del viaggio dell’eroe, posso asseverare che  durante la mia vita anch’io ho incontrato guardiani della soglia che si opponevano in modo sconsiderato verso mie intuizioni e le informazioni ricevute, ma ho optato di evitare lo scontro diretto con il guardiano della soglia, portandolo ad un confronto positivo e costruttivo nel quale ne sono uscito arricchito sia dal punto di vista personale che dal punto di vista professionale.

Il libro l’eroe dai mille volti permette di mettere in risalto il potere del mito per realizzare una storia attraverso il tracciamento del percorso del viaggio sulla base della ricognizione del territorio, analisi del degli archetipi legati al racconto con 7 tipologie di personaggio collegati a rispettive funzioni psicologiche. Le riflessione di Campbell corrono parallelamente al pensiero di Carl Gustav Jung, con gli archetipi, cioè personaggi ricorrenti nei sogni di ogni persona e nei miti di ogni cultura.

Jung ipotizzava che gli archetipi riflettono i numerosi lati della mente umana e che le diverse personalità si dividono in questi personaggi per vivere il dramma delle proprie vite.

Lo psicanalista svizzero notò la forte corrispondenza tra le figure presenti nei sogni dei suoi pazienti e i comuni archetipi della mitologia e sostenne che entrambi abbiano un’origine più profonda nell’inconscio collettivo dell’umanità. I personaggi che rincorrono che ricorrono nei miti di tutto il mondo ad esempio il giovane eroe, il vecchio saggio, l’ombra antagonista, sono gli stessi che appaiono ripetutamente nei nostri sogni nelle nostre fantasie. Ecco perché i miti le maggior parte delle storie costruite secondo il metodo mitologico della matrice di Campbell sembrano riecheggiare verità interiori.

Queste storie sono modelli molto precisi dei meccanismi della mente umana, vere mappe della psiche psicologicamente valide ed emotivamente realistiche, anche quando rappresentano avvenimenti fantastici, impossibili o irreali. Ciò spiega il loro potere universale.

Narrazione costruite secondo il modello del viaggio dell’eroe esercitano un’ attrattiva che può essere percepita da chiunque, perchè scaturisce da una fonte universale, ovvero l’inconscio collettivo, e per tale motivo riflette preoccupazioni universali.

La motrice e il viaggio dell’eroe , e affronta le domande esistenziali tipiche anche dei bambini:

  • chi sono ?
  • cos’è il bene?
  • cos’è il male?
  • Cosa ci sarà domani?
  • Dove andrò quando morirò?
  • Qual è l’aldilà?
  • Esiste un dio là fuori?

I concetti insiti nella mitologia, individuati da Campel nell’eroe dai mille volti, possono essere applicati per comprendere quasi tutti i problemi dell’uomo. Sono strumenti utili per districarsi nella vita e per interagire nel modo più semplice con il pubblico di Massa attraverso lo storytelling aziendale.

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